Il Capo è stanco,sono 6 giorni che fatica , non ne può più. E' stanco fisicamente e mentalmente,ma vuole assolutamente porre termine al suo progetto.E' nervoso e ordina al suo servitore Gabriel di portargli terra-creta-sabbia e acqua per poter fare un bell'impasto, e quattro ampi contenitori.Il servo vola qua e là indeciso:dove diavolo trovare i contenitori? Poi l'idea brillante:due pianetini tagliati a metà,scavati nel centro ed ecco fatto.Il boss si complimenta e gli consegna una lista:radici di robbia,fiori di reetha,carbone di tiglio, semi di curcuma.OKAY,detto fatto.Gabriel si riposa guardando il padrone che aggiunge all'impasto, separato nei quattro bacili,rispettivamente il rosso, il bianco,il nero e il giallo.Il vecchio sembra soddistfatto e sta per mettere mano agli stampi,quando gli spunta un sorriso furbetto.Scrivi:"Becco d'avvoltoio,sterco di iena,dente di aspide,penna di pavone,unghia di caprone,peli di mandrillo,coda di scorpione,penna di gazza e petalo di narciso.Vai e torna alla velocità della luce." Centrifugati i nuovi ingredienti, il vecchio ne distribuisce un bel pizzico in ogni impasto e solo ora mette mano agli stampi,quattro sagome sgraziate che colma con l'intruglio,vi soffia sopra e se ne va soddisfatto,senza voltarsi,sicuro di aver agito in modo equo:tanta brava gente e,qua e là, un mostriciattolo dal quale difendersi.
Probabilmente gli è scappata la mano ,nel catino dei fiori di reetha.Mi vengono in mente le Crociate e i Padri Pellegrini e Cortez e Hitler con l'alleato Mussolini ,e la fame nel mondo, mai a scapito dei bianchi.
Nel nostro piccolo ,stiamo diventando famosi nel mondo,come il Paese più anomalo fra le democrazie ooccidentali e anche questo può essere un motivo per distinguersi.
«(NO)VIZI» per la prima volta porta la satira in un museo
d’arte contemporanea, il Madre di Napoli, con le opere di 19 autori di satira
italiani e stranieri: «grandi» come Vincino, Ellekappa, Marassi, Franzaroli e
Mora insieme ai più giovani come Fricca, Tonus e Natangelo (nella foto).
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